Marco's profileBella la nottePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Bella la notte"nelle vie di questo borgo nuova cosa m'avvenne" |
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July 20 [piacevolmente fastidiosa]"non c'era più una cosa giusta,
avevi perso il tuo calore
ed io la febbre di conquista"
Correva senza una ragione, forse per noia o rassegnazione, non era chiaro, ma la pece deserta di una Domenica spenta, bruciava ancora di più sotto quel flusso di velocità che cercava di aumentare in maniera esponenziale. I ritardi non gli erano mai piaciuti. Solitamente lui non era mai in ritardo. Ma la sua freddezza, assorbita da lunghe e vuote parole, scivolatagli addosso per troppo tempo, insediata come un virus che punge silente la cellula sana, per una volta sembrava scomparsa. Lasciare spazio all'emozione, alla vita... se lo ripeteva spesso ma in fondo, quanto ci credeva? Cos'è questo rumore? E' solo il motore oppure un battito malandato del cuore, che ritornava a respirare? Era arrivato, non poteva darsi una risposta. Lo stava aspettando, nessuno lo aveva mai aspettato... dopo una vita passata a rincorrere chi lo ascoltasse! Andarono nel luogo dell'anima, il luogo del silenzio, senza vento, senza fecondità, dove la pace relativa regnava anche sul ricordo del martire squarciato dal tritolo, quel 19 Luglio del 1992. Nessuno alle finestre, moniti sonanti nel ricordo del sacrificio, dettato dalla legge del cuore; nessun uomo. Nessun pianto. Dove hai lasciato tuo fratello? Quasi un'eco dell'aria che congedava il commiato: triste divisione politica, li allontanava dal loro stesso sangue. Avrebbero lottato anche per la pace... non sarebbero stati gli unici. Ma il ricordo fa nascere sempre una lacrima che umidifica l'animo livido. Gli stava a fianco, scivolando sui suoi passi, ridendo come una bambina, con le stesse paure di una bambina, col suo stesso stupore, la stessa luce dentro gli occhi. La cattedrale era per loro; la città era ai loro piedi. Tutto accadeva come se per un attimo quei vent'anni così difficili da capire fossero regrediti ad uno stato incosciente di spontaneità. Io non voglio tornare a casa, biascivava... lo diceva come se ricordasse suo padre che lo portava via dalle giostre. Ridere, ridere, ridere ancora, canta qualcuno come se fosse lì a guardarli. Uno strano arrivederci. Una notte insonne. Un mattino di desiderio; stavolta con la vita che ha iniettato nuova linfa nelle vene. Qualcosa ritorna a muoversi. "si lascia meno fare al caso,
scendiamo a patti con la terra
però è la stessa dolce guerra" March 29 la camera dello sciroccoHai aperto, chiuso e riaperto la porta. L'hai aperta dicendo "io vado!" ed io ti guardavo con la mano in bocca e non sapevo parlare. Avevo qualche anno ed ero come una ragazzina che s'innamora del protagonista malvagio di un film in prima visione. Avevo qualche anno e non sapevo parlare; ti avrei detto mille addii. Hai chiuso la porta senza parlare ed io ti gridavo contro. Le nostre vene scoppiavano: le mie di rabbia insolente, le tue di tristezza impotente. Hai chiuso la porta ed io sapevo parlare, fin troppo bene. Sapevo parlare come uno di questi politici di oggi, con la bocca sporca di soldi e la camicia macchiata di compromessi. Quanto tempo abbiamo trascorso tra i corridoi e le stanze di casa, come passanti indifferenti alle vetrine spente dopo le otto di sera? Hai chiuso l'ultima volta la porta ed io dormivo; anticamente mi baciavi quando uscivi ed io facendo finta di dormire, ti guardavo andare via. E poi poggiavo la testa sul cuscino in attesa del tuo ritorno. Hai riaperto la porta e non sei entrato subito, ti ho cercato oltre l'uscio. Ho aperto io la porta e tu hai detto "ciao!" e mi hai dato un bacio. Ho preso la tua valigia e l'ho portata nella tua stanza, che mai prima d'ora m'era sembrata così intoccabile nel suo valore genetico. Come il mio amico, di ritorno dalle terre bruciate dell'estremo sud; come lei di cui non smetto di stupirmi; come me stesso che non so tenere fede ad una promessa; come il resto del mondo che vedo, si maschera e finge personalità, ballando con mille pretendenti; anche tu hai fatto ritorno, padre mio.
Abstineas avidas, Mors, modo, nigra, manus.
Abstineas, Mors atra, precor
Tibullo, elegia 1,3 March 08 fata morganaVederla mentre sistema dei giocattoli, dei pupazzi colorati senza vita, con i capelli raccolti in una crocchia indistinta ma leggera nell'aspetto; e poi diversamente mentre storce la bocca di lato a dissentire, a lamentare, a cercare d' introdurre il suo pensiero in qualunque altro, solo per il gusto di dimostrare la sua esistenza e dunque attacca e sfreccia di parole agrodolci, che fanno male, che impediscono di ribattere; finalmente vecchia, caduta, canuta e con la sola voglia di morire fin tanto che ogni azione sarà impossibile per la stanchezza ma dopo tutto ammirata per la tempra, desiderosa e memore di quando la gonna spiegacciata le abbracciava le ginocchia senza imperfezioni. Plagiata dai modi di dire che saranno pronunciati da altre labbra rosse e timide, con altro senso, con altra memoria. E' davvero così rara quest'immagine sì da ricondurla ad un tempo determinato? In fondo io vi ringrazio perchè vi canto e sono vostro servo, e voi non siate tristi: le mimose non fioriscono soltanto di Marzo. Quanto a me, mi permetto di dire che NON voglio dire. Perchè è sempre troppo presto, perchè fa sempre troppo freddo, perchè rimango sempre uno stupido esploratore bioetico.
Io so il male che sto per compiere
ma il mio impulso è più forte della mia volontà
Euripide, Medea March 01 Biancaneve, sputa la mela!Ieri il cielo sembrava dipinto e a guardarlo sembrava d'indossare una veste pulita o di lasciarsi cadere in un letto ancora freddo d'estate. Invece è ancora inverno ed oggi il cielo ha già qualche macchia sparuta di nuvola. Dura così poco la sensazione di un valore positivo? Bisognerebbe imparare ad ingannare la storia...
ancora due giorni e sarà Marzo, quest'anno è bisestile, Febbraio ha trentuno giorni, un carme d'amore è intonato per me: tutta finzione. Però forse io posso fingere, stavolta era per non far sfuggire la felicità ma lei è già sfuggita. Si, tra due giorni sarà Marzo... non portarmela via questo straccio di felicità! Destino infame. Accetterò il tempo che passa ma stavolta gli darò un valore... Seneca me lo suggerì un pò di tempo fa ed io l'ho pure capito, perchè non l'ho fatto? Si, tra due giorni sarà Marzo ed io darò un valore al tempo. Manca ancora un elisir di vita perchè possa risvegliarmi e frantumare questa teca di cristallo, avrò il coraggio di berlo tutto d'un fiato? Io so già la risposta. Si, tra due giorni sarà Marzo, darò un valore al tempo e bevendo da un calice amaro, sceglierò la mia risposta. Stupida scelta, ancora tu!
Adesso che non provo abbastanza dolore... adesso è il momento! Ed io lo sapevo, si che lo sapevo! Febbraio ha trentuno giorni, sono ancora in tempo. February 13 venti d'invernoE di colpo venne il mese di Febbraio
faceva freddo in quella casa...
Un giorno qualunque metti i piedi a terra e senti freddo, più freddo del solito... tocchi l'interno del letto che è ancora tiepido. Dormirai ancora e nessuna crudele lancetta verrà a svegliarti, nessun amorevole madre ti ricorderà cosa fare, nessun professore ti giudicherà dal tuo sguardo. Spenti o no i tuoi occhi per un giorno solamente guarderanno lo specchio. Dura un attimo l'ebrezza della trasgressione; un attimo deve durare. Quando la percezione del raziocinio verrà a disturbarti agli albori del movimento, i piedi sentiranno ancora più freddo. Ho perso troppe ideologie strada facendo in favore di altre dall'effimera consistenza; tutto sembra solido, persino l'alibi di Raskolnikov sembrava ineccepibile... ma qui non c'è nessun corpo da occultare. Tutto il contrario. Aria! L'animo sembra gridare finalmente, come un sopravvissuto alle macerie di un edificio crollato, distrutto, polverizzato. - E' l'ultima occasione per vivere, vedrai che non la perderò - dici? Beh tu alla fine, mia cara, sei morta per attendere invano di vivere come meritavi. Ma nessuno ti ha dimenticato. Ecco ci risiamo, di nuovo quel discorso sulla scelta e sulla volontà. Avevo intuito bene! La rinuncia costruisce e Babele crolla, insieme a tutte le sue fantomatiche promesse; niente programmazioni ma la passione non è l'istinto inconscio. E l'inconscio non è la riflessione negativa sulla prospettiva di male certo, è solo la non - consapevolezza. La consapevolezza del male che si finge inconscio è l'auto - convincimento del rimedio più veloce, inteso come assoluto; il concetto giusto di assoluto invece è l'incarnazione del cuore nella prospettiva di benessere, non fine a sè stessa o a scopo dimostrativo e soggettivamente interessante. Ed è giusto per indagine etimologica. L'irrazionale è consapevolezza della sua entità selvaggia; il razionale è l'entità selvaggia che si rende consapevole. Ci sono tempi adatti per entrambi. E non lo so se tutto questo sia dettato dal trascorrere del tempo o se sia solo un altro momento oppure ancora se sia la consapevolezza dei frammenti periodali, ma è bello perchè reale!
Fuori c'è una notte intera,
fuori c'è una vita intera... Vidi il fiume Congo scavare con la testa e una lingua d'oro tagliare la foresta...
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